Galleria d'Arte On-line

Vedrai dipinti che nascono da oggetti-realtà trasfigurati da elementi impalpabili come stati d'animo, l'ora del giorno, profumi e odori...ma vedrai anche "l'intimo sentire" concretizzato su un supporto, frutto di intuizioni misteriose nel segno di un percorso artistico che procede lento ma inesorabile. Se vuoi acquisire gratuitamene (pagherai le sole spese di imballaggio e spedizione) un dipinto scrivimi. Enjoy :-)

 

...e quindi!

Galleria / esposizione delle opere ( dipinti su tela ) realizzate negli ultimi anni. Per ogni dipinto sono indicati: dimensioni, tecnica, anno esecuzione, quotazione, disponibilità. Per avere maggiori informazioni scrivi una mail all'artista. Le opere esposte, se non diversamente indicato, sono nella piena disponibilità dell'artista ed è possibile acquisirle per arricchire la propria collezione di arte contemporanea. Nella quasi totalità dei casi i dipinti sono privi di cornice per poterli inviare in sicurezza e comodità alla destinazione stabilita dal collezionista.

  • Maliziosamente  l'Arte insegna che non c'è modo di imparare a vivere.
  • La verità è che l'opera d'arte è una menzogna!
  • Si
  • No
  • Forse
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  • SIAMO CRISTIANI
  • V domenica di Pasqua - anno B
  • At 9,26-31   Sal 21   1Gv 3,18-24   Gv 15,1-8

    Un canto d'amore! Ogni volta che nella Bibbia si parla di una vigna è un canto d'amore nel quale Dio esprime la sua relazione con il suo popolo. Isaia lo dice esplicitamente. Il profeta parla di un canto d'amore che ha composto per il Signore per cantare la storia d'amore del Signore e della sua vigna, Israele. Un canto che narra la fedeltà di Dio e l'infedeltà del suo popolo; la cura amorosa di un vignaiolo e una vigna che non produce il frutto desiderato, ma solo uva acerba (Is 5,2).

    In questo tempo pasquale nel quale la Chiesa medita e celebra la presenza del Signore risorto in mezzo a lei come fonte della sua vita e senso del suo camminare nella storia, risuona la parola di Gesù che si definisce come la "vera vite". Il risorto nella vita della Chiesa è la vite. I discepoli sono come i tralci che da lui traggono la vita. Una immagine molto bella che ci appare subito chiara, almeno nei suoi aspetto più immediati. Emerge innanzitutto la necessità di rimanere uniti a Gesù per avere la vita. Infatti è questo il rapporto tra i tralci e la vite: essi rimangono in vita grazie alla linfa che ricevono dalla vite.

    Tuttavia dobbiamo comprendere meglio questa immagine. Perché questo legame tra Gesù e i suoi discepoli, tanto da essere paragonato a quello che i tralci hanno con la vite? In che cosa consiste tale legame? Qual è la linfa che scorre dalla vite ai tralci?

    Per comprendere questo, per rispondere a queste domande, dobbiamo cercare di interpretare meglio le parole di Gesù. Egli parla di una "vite vera": egli è la vite, quella vera. Per noi questo significa creare una contrapposizione con una "vite falsa". Infatti per noi "vero" si contrappone a "falso". In questo caso, se Gesù è la vite vera, allora significa che Israele, il popolo di Dio dell'antica alleanza, non sarebbe la vite vera, ma quella falsa.

    Ma c'è un altro modo di leggere questa espressione di Gesù. Infatti non dobbiamo dimenticare che il mondo della bibbia spesso usa categorie che sono differenti da quelle che sono per noi abituali. Se nella cultura greca "vero" si oppone a "falso"; in quella ebraica dalla quale nascono le Scritture ebraico-cristiane "vero" è piuttosto corrispondente a ciò che noi potremmo definire "fedele". Pertanto potremmo dire che Gesù identifica se stesso non tanto con la "vite vera", ma con la "vite fedele". Gesù dice: "Io sono la vite, quella fedele!".

    Emerge allora l'immagine dell'Israele fedele, del resto di Israele che ha custodito la fedeltà al suo Signore e alla Torah, di cui già le Scritture ebraiche ci parlano. Gesù è il Figlio obbediente al Padre, è colui che ha fatto la volontà di Dio e ha donato la sua vita fino alla fine facendone un capolavoro d'amore e di libertà. Allora la linfa che scorre dalla vite ai tralci e li mantiene in vita è appunto la "fedeltà", la possibilità di essere figli nel figlio, di vivere la stessa logica di vita che egli ha vissuto nel suo rapporto con Dio e con i fratelli e le sorelle. E questo è il frutto che i discepoli di Gesù, se rimangono uniti a lui come il tralcio alla vite possono portare; il frutto nel quale Dio è glorificato, cioè si rivela come operante nella vita dei credenti e risplende davanti agli occhi di tutti.

    Questo è il frutto pasquale, il dono pasquale che la liturgia di questa domenica celebra e che dobbiamo custodire nella nostra vita. L'eucaristia che celebriamo è la cattedra dalla quale il Signore Gesù ci rivela la sua fedeltà al Padre, partecipando al suo pane e al suo calice anche noi siamo in comunione con questa fedeltà, uniti a lui come i tralci alla vite, per portare frutto e per divenire con la nostra vita una risposta al canto d'amore che Dio canta per la sua vigna.

    Matteo Ferrari


Arte è nostalgia di un mondo perduto.

L'Arte non appartiene a pochi eletti. E' per tutti: - per chi vuole contemplare le opere senza indagare sul loro significato, su quello che l'artista vuol comunicare; - per chi cerca di capire il linguaggio dell'opera e dell'artista e non si limita a guardare e basta.  Video

Alienati! Nell'ATTESA delle Fiamme dell'Inferno occupati d'Arte!

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